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6 pratiche per costruire la tua felicità

22 Mag, 2024 | caregiver, Felicità

Sì. Hai letto bene. “Costruire” la tua felicità.

E’ ora di chiarire una volta per tutte questo concetto: la felicità non arriva dagli altri nè dalle situazioni che vivi o dall’ambiente che hai intorno. Sei TU che ogni giorno scegli di compiere azioni che ti portino un passo più avanti verso la tua felicità così che essa sia più di ieri e meno di domani. Piccoli passi costanti, ogni giorno un mattoncino… Questo è l’obiettivo riguardo alla tua felicità e al tuo benessere.
 
E sì. Tutto questo vale anche se sei una caregiver e assisti un genitore anziano. Anzi, direi che vale ancora di più. Perchè in un ruolo impegnativo, a volte stressante e imprevedibile, come quello della cura di un anziano è fondamentale sapere come costruire ogni singolo giorno la propria felicità. Per evitare burnout e depressione, ma anche per aiutare il nostro caro: la felicità infatti è contagiosa!

6 alleati preziosi (+ 1)

Per aiutarti nel tuo cammino verso una vita più felice, oggi ti parlo di 6 pratiche facili e a costo zero. Sono pratiche “a botta sicura” (cit. Pretty Woman), cioè che funzionano senza ombra di dubbio. Lo so con certezza perchè:

  1. ci sono svariati studi scientifici che le hanno validate,
  2. le ho testate io personalmente.
Leggile con attenzione poi scegli quella che ti ispira di più e inizia a inserirla nelle tue giornate. Quando ti accorgi che è diventata un’abitudine, passa alla successiva e via così. E ricordati di osservare i cambiamenti che avverranno nella tua vita!

1. Respira

So che sembra un atto scontato: se non respiriamo per più di qualche minuto, siamo morti. Tuttavia, la realtà è che la maggior parte degli adulti respira al 25% delle sue possibilità. Cioè si mantiene, appunto, nella soglia della sopravvivenza e poco di più.

Ma tu lo sai che con il respiro puoi modificare le tue emozioni? Quando hai paura trattieni il fiato, quando sei in ansia respiri rapidamente e in modo poco profondo: come respiri dice molto su ciò che stai provando. La cosa bella sai qual è? Che se tu respiri come una persona calma e tranquilla, pian piano inizi a sentirti esattamente così.

Respirare nel modo giusto, oltre a influire sulle tue emozioni ti aiuta a:

  • ossigenare le tue cellule
  • utilizzare pienamente i tuoi polmoni e mantenerli efficaci
  • regolare la pressione e la frequenza cardiaca
  • meditare
  • interrompere per un po’ la ridda di pensieri che ti si affollano in testa.

Puoi approfondire e trovare alcuni semplici esercizi qui.

2. Ridi

Ridere ha molto in comune con la respirazione, anzi di fatto è una super-respirazione. Ti permette, infatti, di espirare completamente, svuotando bene i polmoni dall’anidride carbonica residua e facendo “spazio” per la nuova aria ricca di ossigeno.

Se consideri la risata un atto fisico esattamente come la respirazione, viene facile anche capire che puoi scegliere di ridere ogni volta che vuoi, senza aspettare che qualcuno ti racconti una barzelletta o che ci sia un film divertente in tv.

“Cioè, Stefania, mi stai dicendo che si può ridere senza motivo?”. Sì, esatto. Anzi, ti dico che il motivo c’è e anche bello grosso: ridere ti fa bene. Rinforza il sistema immunitario, massaggia gli organi interni, permette al tuo corpo di rilasciare ossitocina, serotonina, dopamina, endorfine e GABA, cioè quelle sostanze che ti donano una sensazione di leggerezza, calma e serenità. Inoltre ti fa sentire di meno il dolore, funziona come catarsi emotiva ed è una bomba nell’aiutarti a prendere le distanze dai problemi.

Non è un caso se esiste la terapia della risata o se ci sono i clown di corsia: l’impatto benefico di questo atto così naturale è immenso! Potrei scriverne per delle ore, ma ti dico solo quest’ultima cosa: ridiamo già a 3 mesi, quindi molto prima di saper parlare o camminare. Ci siamo solo dimenticate come si fa.

Sulla risata trovi molti articoli qui nel blog, ti sarà facile approfondire a partire da questo.

3. Danza

L’essere umano ha sempre danzato. Per celebrare vittorie o una caccia fruttuosa, per invocare le divinità, per festeggiare matrimoni e incoronazioni, per segnare i momenti di passaggio della vita come l’adolescenza… C’è sempre stato un fuoco, un gruppo di persone in cerchio, un tamburo che scandiva il tempo e uomini e donne che ballavano.

E’ solo negli ultimi secoli che la danza è stata rinchiusa in passi e coreografie codificati: è diventata sempre più acrobatica e spettacolare, ma riservata a un’elite di persone.

La danza di cui ti voglio parlare io è quella libera: semplice movimento del corpo con la musica o anche solo con il respiro. Piedi scalzi e cuore in mano. Così diventa una forma di meditazione: lasci che la musica ti parli e rispondi con il movimento spontaneo del tuo corpo. E nel movimento permetti anche alle tue emozioni di parlare e trasformarsi in gesti e altro movimento.

Danza così per 10 minuti tutti i giorni e, oltre a fare movimento fisico, ti accorgerai di quanti pesi lascerai andare e di come sarà sempre più facile muoverti. Se, invece, puoi farlo per un tempo più lungo, ancora meglio!

Anche in questo caso, te ne ho parlato un po’ più approfonditamente in questo articolo.

4. Sii gentile (con te e con gli altri)

Mi piace definire la gentilezza “il braccio armato” della compassione. Se hai a cuore il benessere degli altri allora sarai anche gentile, perchè il tuo desiderio sarà fare il possibile per far sì che gli altri stiano bene. Nel caregiving compassione e gentilezza sono fondamentali: sono quelle che ti permettono di avere pazienza davanti alle piccole manie del tuo genitore, di ascoltare il suo punto di vista, di rispettare le sue idee.

Ma la gentilezza deve essere presente prima di tutto verso te stessa: come ti tratti? Fai del tuo meglio per farti stare bene? Sei comprensiva verso i tuoi errori o i tuoi momenti bui?

Esattamente come crei il progetto di cura per il tuo genitore, lo crei anche per la cura di te stessa. La  gentilezza è quella delicatezza con cui tu maneggi la fragilità tua e dell’anziano che supporti. Dove fragilità, bada bene, non significa debolezza, ma preziosità e valore.

Te ne ho parlato in questo articolo.

5. Pensa costruttivo

Ho voluto usare il termine “costruttivo” anzichè “positivo” per non creare fraintendimenti: sul pensiero positivo, infatti, si è detto tutto e di più fino a farlo diventare il simbolo di un atteggiamento tossico. E’ diffusa l’idea che il pensiero positivo significhi ignorare i problemi, fingere che non esistano emozioni spiacevoli e convincersi che essere felici significhi vivere sulla nuvoletta rosa.

In realtà, il vero pensiero posititivo è esattamente il contrario: i fatti spiacevoli esistono, le emozioni negative anche, il pessimismo in certi casi è utile. L’importante è essere consapevoli di tutto questo e sapere come gestirlo, in modo da affrontare i periodi bui con la consapevolezza di avere tutti gli strumenti per cavarcela alla grande.

Quindi, tornando a noi, allenarti ad utilizzare pensieri (e parole) costruttivi è sicuramente un elemento importante per costruire la tua felicità. Pensare costruttivo vuol dire anche abituarti a cambiare prospettiva sulle situazioni, a guardarle da punti di vista diversi e quindi cogliere quegli aspetti che in un primo momento non avevamo visto.

Ho spiegato come cambiare il proprio dialogo interiore in questo articolo.

6. Riposa

I campi vengono lasciati riposare affinchè poi diano un raccolto migliore. Gli atleti alternano ai periodi di allenamento vigoroso, periodi di recupero. Perfino il Signore il settimo giorno ha riposato. Perchè tu no? Perchè tu ti senti in dovere di non fermarti mai e sacrificare il tempo per te stessa?

Riposarti non vuol necessariamente dire una vacanza di un mese alle Maldive. Significa prenderti cura del tuo sonno notturno e ritagliarti piccole pause di ricarica durante la giornata. Sai che esiste lo yoga nidra? E’ una pratica di rilassamento profondo che in una manciata di minuti ti regala la ricarica di un paio d’ore di sonno.

Poi ci sono i buoni vecchi pisolini (ora li chiamano “napping time”) dopo pranzo o quando lo fa anche il tuo genitore anziano. Bastano 15-20 minuti per sentirti riposata e pronta a ripartire con il resto della giornata.

Come vedi, parliamo di azioni semplici e che si fanno in una mezz’ora al massimo: la scusa del “non ho tempo” può andare a farsi friggere!

(bonus) Sii grata

La gratitudine è un po’ come il sale in cucina: ce ne vuole un pizzico dappertutto! Fa bene alla tua salute, fa bene alla tua felicità e a quella degli altri. Ti aiuta ad avere un atteggiamento mentale più positivo e a focalizzarti su tutto ciò che va bene invece che solo su quello che va male.

Getta una luce diversa sulla tua vita e sul mondo intero: non è questione di bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti. E’ sapere che tu hai la fonte e puoi riempire tutti i bicchieri che vuoi!!!

Tutte le pratiche di cui ti ho parlato sono a costo zero e fattibili da chiunque. Certo ci vuole la volontà di farle e la costanza per non arrendersi al primo ostacolo. Secondo me sono essenziali per chiunque e ancora di più per chi, come me, assiste un genitore anziano. E proprio perchè le applico io per prima e ne conosco i risultati, so che posso aiutarti a creare una strategia per portarle nella tua vita ed essere anche tu più felice di ieri e meno di domani (perchè non c’è un limite a quanta felicità puoi provare!). Contattami per iniziare questo viaggio insieme!

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