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Sopravvivere agli egoisti

By 29 Settembre 2019 No Comments

In questo articolo ti parlerò dell’egoismo e, soprattutto, ti darò alcuni consigli per “immunizzarti” dalle persone egoiste. Continua a leggere.

L’idea di questo articolo è iniziata da una domanda che B. ha fatto nel mio gruppo Facebook (lo sapevi, vero, che ho un gruppo su Facebook che si chiama Donne in Cammino?). Ha chiesto come poteva imparare a non rimanere ferita dalle persone egoiste. Ho risposto sul gruppo con una diretta, ma siccome penso sia un argomento interessante per tante persone, ho deciso di scrivere la risposta anche qui.

Dunque, prima di tutto chiariamo il concetto di “persona egoista“: è quella persona che mette sè stessa e i suoi bisogni/desideri avanti a tutto e a tutti. Le esigenze degli altri non contano, tutto il mondo ruota intorno a lei e chi le sta accanto le interessa solo se può esserle utile. Scommetto che conosci almeno una persona così, vero?

L’ideale sarebbe avere una bacchetta magica con cui poter trasformare ogni persona egoista che incontri in un concentrato di amore e generosità, ma siccome al momento non sei attrezzate per le trasformazioni magiche non ti resta che una sola strada, anzi LA (solita) strada: lavorare su di te! 😉

Antidoto n. 1: l’assertività

Una delle cose più importanti che puoi fare per renderti impermeabile agli egoisti è migliorare e incrementare la tua assertività. Cosa significa? L’assertività è quella competenza che ti dà modo di ascoltarti, sentirti, identificare chiaramente le tue emozioni, sensazioni e pensieri e poi comunicarli agli altri nel rispetto reciproco.

Comunicare in modo assertivo significa anche essere in sintonia con ciò che percepisci dentro di te così da poter usare delle parole che siano autentiche e allineate con con il tuo sentire più profondo. In altre parole, essere assertiva vuol dire conoscere i tuoi bisogni e sapere come soddisfarli nel rispetto di tutti, assumendotene la responsabilità.

Antidoto n. 2: sapere dire no

Strettamente collegata all’assertività è la capacità di dire no, di mettere dei confini e di tutelarli. Questo è un punto su cui noi donne cadiamo spesso, abituate a metterci sempre per ultime.

Abbiamo detto che se sei assertiva significa che hai ben chiaro cosa vuoi e puoi fare, che sei allineata con te stessa e responsabile delle tue azioni. Questo ti rende capace anche di rispondere con un NO a una richiesta altrui senza avere paura di essere rifiutata o senza provare sensi di colpa.

L’assertività e il saper dire no vanno a braccetto con la tua autostima: è chiaro che se credi di non valere nulla oppure se pensi che gli altri ti ameranno per quello che fai e non per quello che sei, ti sarà enormemente difficile riuscire ad affermare con determinazione ciò che vuoi. Non sono gli altri che ti dicono chi sei, sei tu stessa che ti dai il valore.

La buona notizia è, come sempre, che ci puoi lavorare!

Antidoto n. 3: le ferite

Ognuno di noi ha delle ferite dell’anima e tende a fare di tutto per nasconderle. Sono ferite che vengono dal passato, spesso sono così lontane che non ne siamo neppure consapevoli a livello conscio eppure ci inducono ugualmente ad agire e reagire secondo determinati schemi. Sono ferite ricollegabili ai nostri primi anni di vita e al senso di rifiuto, di abbandono, di umiliazione, di tradimento o di ingiustizia che abbiamo sperimentato in base alle reazioni dei nostri genitori.

Cosa c’entrano le ferite dell’anima con gli egoisti? Potrebbe succedere che il comportamento di una persona ti infastidisca o ti faccia addirittura soffrire perchè va a stuzzicare e riaccendere il ricordo di quell’antica ferita. Come dire che la lingua batte dove il dente duole, ma non è la lingua ad essere “cattiva”: è il dente che è sensibile.

Se ti piace leggere e vuoi approfondire il tema delle ferite dell’anima, ti consiglio di acquistare il libro “Le 5 ferite e come guarirle” di Lise Bourbeau.

Antidoto n. 4: non prendere nulla sul personale

Per spiegarti questo punto mi ispiro ad un altro libro che ti consiglio vivamente di leggere e cioè “I quattro accordi” di Don Miguel Ruiz. Il concetto è questo: ognuno di noi vive in una realtà sua che non è la realtà oggettiva, ma è il risultato dei filtri che il nostro cervello usa per decodificare e gestire tutti gli stimoli esterni.

Questo sistema di filtraggio della realtà è fondamentale: siamo bombardati quotidianamente da miliardi di stimoli di tutti i tipi, se non ci fosse questa protezione impazziremmo. Il problema è che i filtri della nostra mente sono influenzati dalle nostre esperienze precedenti e quindi distorcono la realtà oggettiva.

Torniamo a noi: se parti dal presupposto che ogni persona che incontri vive nella sua realtà, ti è facile comprendere che ogni azione che compie o parola che dice non riguarda te e il tuo valore, ma è conseguenza della sua percezione di come è il mondo. Quindi non esistono attacchi personali e gli egoisti perdono il potere di ferirti.

Antidoto n. 5: l’amore

Dulcis in fundo… ho lasciato il rimedio che mi piace di più in fondo perchè, di base, è anche quello che comprende tutti gli altri.

L’opposto dell’egoismo è l’amore.

Autostima e assertività non esistono se non ami te stessa.

Puoi curare le tue ferite solamente con l’amore.

Se metti amore in ogni aspetto della tua vita e delle tue relazioni, riceverai amore.

La persona egoista è con estrema probabilità una persona incapace di provare amore per sé stessa e quindi anche per gli altri. Il comportamento incurante degli altri nasconde la paura di essere rifiutata, ferita.

Così scriveva Eric Fromm: “Egoismo e amore per sé stessi, anziché essere uguali, sono opposti. L’egoista non ama troppo se stesso, ma troppo poco; in realtà odia sé stesso. Questa mancanza di amore per sé, che è solo un’espressione di mancanza di produttività, lo lascia vuoto e frustrato. È solo un essere infelice e ansioso di trarre dalla vita le soddisfazioni che impedisce a sé stesso di raggiungere.”

E ancora: “Il concetto espresso nella Bibbia “Ama il prossimo tuo come te stesso” implica che il rispetto per la propria integrità ed unicità, l’amore e la comprensione di sé stessi, non si possono scindere dal rispetto, l’amore e la comprensione dell’altro. L’amore per sé stessi è indissolubilmente legato all’amore rivolto ad un qualsiasi altro essere”.

Infine, per chiudere: “Il mio Io deve essere un oggetto di amore tanto quanto ogni altro essere. L’affermazione della propria vita, felicità, crescita, libertà è determinata dalla propria capacità di amare, ovvero nelle cure, nel rispetto, nella responsabilità e nella comprensione.”

 

 

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