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Pensare con il cappello

By 8 Giugno 2017 No Comments

Oggi ti racconto di un altro metodo semplice e molto utile per stimolare il pensiero creativo; lo puoi utilizzare quando devi prendere una decisione o ti confronti con un problema. Ma prima dimmi: ti piacciono i cappelli? Ne hai almeno 6? 🙂

Capita a tutti, nella vita quotidiana, di confrontarsi con problemi di varia natura: certe volte riusciamo ad individuare subito la possibile soluzione, altre volte invece ci perdiamo dentro al problema e questo finisce per sopraffarci.

Edward De Bono,  noto per i suoi studi sul pensiero laterale e sulla creatività, ha ideato il metodo dei Sei cappelli per pensare che consente di organizzare il nostro modo di pensare in maniera più efficace e ci aiuta a liberarci dalla gabbia degli schemi.

Funziona così. Ogni cappello rappresenta un atteggiamento mentale: ragione, emozioni, pessimismo, ottimismo, inventiva e organizzazione. Immaginando di indossarli uno dopo l’altro, ci immedesimiamo in ogni singolo aspetto e riusciamo ad uscire dai normali schemi di pensiero. Specialmente se utilizziamo questo metodo in gruppo, è opportuno trattarlo come un gioco, in modo che le persone abbiano meno difficoltà a cambiare cappello.

Il metodo può essere usato da soli, in un colloquio con un’altra persona oppure in gruppi di massimo 10 persone (ad esempio per velocizzare una riunione di lavoro); il conduttore indossa sempre il cappello blu, decide l’argomento insieme al gruppo, comunica le regole del gioco e fa domande al gruppo con lo scopo di stimolarlo. Ogni cappello va tenuto per 15/20 minuti.

Vediamo quindi quali sono questi sei cappelli:

  1. Il cappello bianco: imparzialità e obiettività

Il cappello bianco riguarda fatti e dati oggettivi. Quando lo si indossa dobbiamo agire come un computer  che fornisce i dati e le cifre che gli vengono richieste. Individuiamo cioè tutte le informazioni e i dati oggettivi relativi alla situazione che stiamo esaminando. In mancanza di dati e informazioni si cade più facilmente in illusioni, paure, luoghi comuni, il progetto non ha basi solide.

Le domande che facilitano sono: quali informazioni ho/abbiamo? quali mancano? come possiamo ottenerle? quali sono i fatti? lo hai verificato o lo pensi tu?

 2. Il cappello rosso: emozioni e sentimenti

Il cappello rosso riguarda le emozioni, i sentimenti e ogni aspetto non razionale del pensiero. Se impediamo l’ingresso delle emozioni e dei sentimenti nel pensiero, essi rimarranno comunque nascosti nello sfondo, esercitando un’influenza occulta. Non occorre giustificare o spiegare una sensazione, è sufficente rendersi conto che esiste e ascoltarla. E’ il pensare di pancia, l’ascoltare l’istinto. Se manca questo aspetto si è freddi e privi di entusiasmo e si diventa meri esecutori.

Le domande del cappello rosso sono: cosa ti dice il tuo intuito? ti piace questa cosa? cosa ti infastidisce? cosa ti preoccupa? cosa ti tieni dentro?

   3. Il cappello nero: le cose che non vanno

Il cappello nero riguarda ciò che è falso, scorretto o sbagliato. Mette in luce ciò che è in disaccordo con l’esperienza e il sapere comuni. Spiega perché una cosa non potrà funzionare, individua i rischi e i pericoli. È un tentativo di inserire con obiettività gli elementi negativi nella mappa che ci stiamo creando. Insomma è l’avvocato del diavolo! Attenzione al pessimismo fine a sè stesso, alla critica non costruttiva: queste cose non sono utili. Se manca questo aspetto si possono correre dei rischi senza accorgercene, non si sanno affrontare le emergenze, ci imbarchiamo in cose al di fuori della nostra portata.

Le domande sono: che rischi corro? i dati sono esatti? ho/abbiamo fatto sempre così: perchè cambiare?

      4. Il cappello giallo: gradi di ottimismo

Il cappello giallo riguarda la positività e la costruttività. Il giallo rappresenta la solarità e l’ottimismo. Il pensiero con il cappello giallo quindi riguarda le valutazioni positive ed è l’opposto del cappello nero. Copre aspetti che vanno dalla logicità e praticità fino ai sogni, alle fantasie e alle speranze. Cerca e valuta guadagni e benefici e poi una base logica su cui fondarli. Offre suggerimenti e proposte concrete, è connesso alla fattibilità e alla realizzabilità con l’obiettivo di efficienza. Se manca il cappello giallo tendiamo ad essere troppo pessimisti, ad avere una visione troppo negativa che ci spinge a cercare rifugio nella “cuccia” sicura, tendiamo a sottovalutare opportunità e punti di forza.

Domande: posso rovesciare il negativo? come? quali sono i vantaggi? perchè andrà bene?

      5. Il cappello verde: il pensiero creativo e laterale

Il verde è simbolo di fertilità, crescita e sviluppi futuri contenuti nei semi. Questo cappello ha la funzione specifica di produrre nuove idee e nuovi modi di vedere le cose. Significa abbandonare le vecchie idee per trovarne di migliori. L’obiettivo è il cambiamento. È necessario andare oltre a ciò che è noto, ovvio e sembra soddisfacente. È una ricerca di alternative, un insieme di atteggiamenti, espressioni e tecniche che consente di tagliare trasversalmente gli schemi di pensiero per generare concezioni e percezioni nuove. E’ anche provocazione assurda del tipo “se pagassimo i nostri clienti? se le ruote fossero triangolari?”. Se ci dimentichiamo il cappello verde diventa difficile produrre nuove idee, affrontare imprevisti, improvvisare, si dà potere agli esperti o al passato rifugiandoci in ciò che sappiamo già.

Le domande del cappello verde sono: perchè no? si potrebbe fare in un modo diverso? cosa c’è di interessante in questa idea? dove mi conduce? ci si arriva per un’altra strada?

      6. Il cappello blu: la messa a fuoco

Il cappello blu è adibito al controllo. Il pensatore con il cappello blu organizza il processo, lo vede dall’alto, stabilisce i ruoli e detta le regole del gioco. È simile a un direttore d’orchestra, stabilisce gli argomenti a cui il pensiero deve rivolgersi, provvede a riassunti e conclusioni. Se viene a mancare il cappello blu non siamo capaci di organizzarci, cadiamo nel disordine e nella confusione e si vive nell’emergenza, più che nel progetto.

Le domande del cappello blu sono: quali risultati voglio/vogliamo ottenere? come mi/ci organizziamo? quando facciamo questo? quali sono i passi da compiere? da quale iniziamo?

Quindi, facendo una rapidissima sintesi:

  • la raccolta dei dati si fa con il cappello bianco
  • le opportunità si cercano con i cappelli giallo e verde
  • le minacce si cercano con i cappelli verde e nero
  • i punti forti si cercano con il cappello giallo
  • i punti deboli si cercano con il cappello nero
  • le strategie si organizzano con il cappello blu

Che ne pensi? Lo userai? magari per organizzare un viaggio, visto che le ferie si avvicinano! Fammi sapere come va!

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