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Lo stress è donna?

By 26 Gennaio 2017 No Comments

Ho provato  a digitare sul motore di ricerca tre semplici parole: donne, stress, lavoro. Ho ottenuto una serie di link a svariati articoli più o meno approfonditi che hanno tutti uno stesso denominatore comune: le donne sono maggiormente colpite dallo stress.

Cominciamo leggendo qualche numero che ci arriva da uno studio effettuato dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano:

  • nove milioni di italiani soffrono di stress da lavoro; tra questi le donne sono colpite in percentuale doppia rispetto agli uomini;
  • 7 donne su 10 soffrono di disturbi come mal di testa, insonnia, ipertensione, calo della concentrazione, disturbi cardiocircolatori e gastrointestinali, depressione, attacchi di panico, crisi di pianto, stanchezza cronica, autocommiserazione, ansia, aumento del consumo di alcool, sigarette o caffè, disordini alimentari;
  • la fascia più colpita è quella tra i 30 e i 45 anni, quando cioè la carriera lavorativa e i rapporti familiari e affettivi sono al loro clou.

Tra i fattori determinanti di questa situazione ci sono le forti pressioni lavorative che rendono la carriera delle donne più difficile, le remunerazioni non in linea con le stesse posizioni ricoperte dai colleghi maschi, la competizione. A tutto questo si sommano le responsabilità quotidiane, la cura della casa, dei figli, spesso anche dei genitori anziani il che si traduce in zero tempo per loro stesse.

La cosa allarmante che risulta da questi studi è che le donne non chiedono aiuto finchè non sono giunte al punto di rottura assoluto, magari ricorrendo ai farmaci per tenere sotto controllo i sintomi più evidenti e minimizzando gli altri più lievi.

Questo ultimo punto è una cosa che mi fa riflettere molto. Perchè abbiamo tanta difficoltà nel chiedere aiuto? certo, ci sono anni di condizionamenti sociali che impongono alla donna di occuparsi della casa e dei figli, altrettanti anni di sensi di colpa perchè andando a lavorare sottraiamo tempo ed energie alla famiglia. Poi, “se la gente sa che vado da uno psicologo pensa che sono matta, mi toglieranno i figli” e un sacco di altre baggianate da telenovela di infimo ordine. Ma dico, ci vogliamo svegliare?

Proprio perchè siamo le colonne portanti delle nostre famiglie e siamo validissime lavoratrici e professioniste, dobbiamo assicurarci che non solo la nostra salute, ma anche il nostro benessere siano il più possibile al top. Possibilmente senza che lo star bene diventi un’ulteriore fonte di stress!!! 😀

Come fare? Be’, ognuna deve trovare il suo modo, io posso solo dirvi cosa funziona e ha funzionato per me:

  1. Rallentare. So che è difficile, all’inizio. Può essere d’aiuto ricordarsi che abbiamo una vita sola e che il tempo non torna indietro.
  2. Ridere. Cercare il Club della Risata più vicino e cominciare a frequentarlo con assiduità.
  3. Respirare. Il respiro è sempre con noi: usiamolo come strumento per ritrovarci ogni volta che ne sentiamo la necessità.
  4. Cercare il bello. Sempre. In ogni cosa c’è qualcosa di buono. Alleniamoci a cercarlo: le prime volte sarà difficile, poi pian piano diventerà più facile ribaltare le situazioni.
  5. Essere grate. Smettiamo di focalizzarci su ciò che ci sembra mancare alle nostre vite e guardiamo invece con gratitudine tutto ciò che abbiamo.
  6. Creatività&Curiosità. Facciamo qualcosa di creativo, dipingiamo, scriviamo, facciamo la maglia. Sperimentiamo cose  nuove, impariamo cose nuove, manteniamoci vive e curiose del mondo.
  7. Soprattutto: CHIEDIAMO AIUTO! non all’amica, alla sorella o alla collega simpatica. Facciamoci aiutare da un professionista, i counselor servono a questo e lo fanno in poco tempo.

Secondo me, non c’è niente di più bello che vedere una donna che torna a sorridere… Questo voglio fare: andare a caccia di sorrisi perduti e restituirli alle loro “padrone” perchè la metamorfosi si compia e i bruchi diventino farfalle!

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