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Le professioni d’aiuto: quali differenze ci sono?

By 21 Maggio 2019 No Comments

C’è molta confusione nell’ambito delle professioni di aiuto: psicologo, psicoterapeuta, psichiatra, counselor, coach… Contrariamente a quanto pensano alcuni, non sono tutte parole diverse per definire una stessa professione. Continua a leggere per scoprire le differenze.

Ti ho già parlato di counseling qui e qui, ma da un po’ volevo fare un articolo specifico sulle differenze che ci sono tra le varie figure professionali; girovagando in rete ho trovato un articolo molto chiaro ed esauriente. L’ho rielaborato un po’ togliendo alcuni commenti personali, aggiungendo qualcosa qua e là e questo è il risultato. Al termine ti lascio comunque il link se vuoi leggere l’originale.

Lo psichiatra

Lo psichiatra è un medico specialista della diagnosi psicopatologica e della psicofarmacologia.  Tradotto significa che si prende carico della cura, della prevenzione e della riabilitazione di pazienti affetti da malattie mentali attraverso l’uso dei farmaci e di un vero e proprio piano terapeutico che tiene conto anche della storia clinica del paziente e dell’ambiente in cui vive.

Gli ambiti in cui interviene lo psichiatra sono, ad esempio, psicosi, disturbi ossessivo-compulsivi, dipendenze, disturbi di personalità, schizofrenia, depressione grave, allucinazioni.

Lo psicoterapeuta

Lo psicoterapeuta è un laureato in psicologia o in medicina con una specializzazione di almeno quattro anni in una scuola riconosciuta ufficialmente dallo stato italiano. Questo consente l’iscrizione all’elenco degli psicoterapeuti dell’Ordine degli Psicologi.

Lo psicoterapeuta è colui che “cura” la patologia e aiuta la persona a tornare ad una condizione di benessere, risolvendo problemi di origine esistenziale (fobie, traumi, lutti, separazioni, timidezza, complessi, ecc.) o psicopatologie (disturbi d’ansia, attacchi di panico,  ipocondria, ecc.).

Lo psicologo

Lo psicologo deve conseguire una laurea in Scienze e Tecniche di Psicologia, deve svolgere un tirocinio formativo della durata di un anno effettuato con la supervisione di un tutor professionista iscritto all’Ordine Nazionale degli Psicologi Italiani e deve superare l’Esame di Stato per potersi iscrivere all’Albo degli Psicologi ed esercitare la professione.

Tale qualifica gli permette di intervenire su problematiche affettive, relazionali e sociali, sia in età evolutiva (infanzia e adolescenza), sia in età adulta (individuale, coppia, gruppo o famiglia).

Lo psicologo può fare diagnosi, valutazioni, interventi di prevenzione, somministrare test, ma non “cura”non prescrive farmaci e utilizza la relazione, l’ascolto, l’empatia, la parola come strumenti.

Il counselor

Il Counseling è una professione disciplinata dalla Legge n°4 del 14 gennaio 2013. Esso consiste nell’applicazione da parte del professionista di un insieme di tecniche, abilità e competenze tese a facilitare il Cliente nell’uso delle sue risorse personali, affinché questi possa trovare la soluzione per un problema che crea disagio esistenziale e per migliorare complessivamente la qualità della sua vita.

Lo scopo del Counseling è quello di offrire al Cliente l’opportunità di esplorare e riconoscere i propri schemi d’azione e di pensiero e aumentare il livello di consapevolezza, così da saper utilizzare al meglio le proprie risorse personali per gestirsi in  modo efficace e raggiungere un maggiore benessere.

Il Counselor opera nel campo della prevenzione della malattia e in quello della promozione della salute, così come intesa e definita dalla Carta di Ottawa nel 1986. Il Counselor possiede competenze specifiche per la promozione del benessere dell’individuo e non esercita attività sanitarie.

L’attività di counseling non prevede la somministrazione o prescrizione di farmaci, l’utilizzo di test psicodiagnostici e quelle attività che nel dettaglio sono proprie della figura dello psicologo o dello psicoterapeuta.

I Counselor si occupano di persone sostanzialmente sane che hanno bisogno di colloqui di sostegno o di aiuto per affrontare problemi relazionali o decisionali senza la necessità di una cura di tipo psicoterapeutico o farmacologico che richiede competenze e specializzazioni diverse.

“Quando stai vivendo un momento ingarbugliato e hai bisogno di rimettere le cose a posto, un counselor, attraverso l’ascolto e specifiche tecniche di colloquio, ti sostiene nel ritrovare le tue energie interiori per ripartire. Ad ognuno di noi può capitare di attraversare momenti difficili e confusi in cui capiamo di avere bisogno di un sostegno più efficace del semplice “momento di sfogo con l’amico del cuore”. Un counselor, dunque, ti aiuta a scegliere senza scegliere al posto tuo. Ti aiuta a ripartire lasciandoti la responsabilità dei tuoi passi. Ti sostiene nel cambiamento e nel recupero delle tue “energie sopite” nei momenti chiave della tua vita. Il percorso di counseling è quindi per definizione legato ad un obiettivo di cambiamento specifico e può essere applicato alle diverse dimensioni della vita: relazioni familiari e/o di coppia, vita professionale, ecc.”.

Il coaching

Come il counseling, il coaching è una professione disciplinata dalla Legge n°4 del 14 gennaio 2013.

Nato in ambito sportivo sul finire del ‘900 negli Stati Uniti per indicare quell’attività specifica che vede un allenatore impegnato a sostenere, guidare e motivare una squadra o un singolo atleta per migliorarne le prestazioni in vista delle future competizioni, negli ultimi anni il coaching si è esteso al di fuori dell’ambito sportivo.

Attualmente il coaching è una partnership con i clienti (singoli o in gruppo) che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale. Grazie al lavoro con un coach i clienti sono in grado di apprendere tecniche e strategie d’azione che permetteranno loro di migliorare sia le performance che le qualità della propria vita.

Il processo di coaching ha come caratteristiche distintive l’essere orientato sul presente e sul futuro e il focalizzarsi prevalentemente sullo sviluppo delle risorse del cliente, evitando di affrontare la risoluzione diretta di eventuali problematiche emotive o cognitive.

Spero di averti aiutato a fare un po’ più di chiarezza su queste professioni così importanti per il nostro benessere ma a volte poco conosciute.

 

Link all’articolo originale: http://www.psychiatryonline.it/node/4603

 

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