fbpx
BenessereGomitoli

La lana che fa bene

By 21 Febbraio 2017 No Comments

Sono ormai veramente tanti gli studi che confermano i benefici che lavorare a maglia o all’uncinetto porta alle persone: abbassamento dei livelli di stress, maggiore autostima, creatività, movimenti delle articolazioni di mani e polsi. Il movimento ripetuto dell’uncinetto o dei ferri viene addirittura paragonato ad un mantra e, in effetti, gli effetti sull’individuo sono assimilabili a quelli della meditazione.

Nelle scuole che applicano il metodo Steineriano viene insegnato a tutti i bambini a lavorare a maglia fin dalla prima elementare: sì, anche ai maschi. Perchè si parte dall’idea che il lavoro manuale è un’attività formativa che incoraggia il bambino a progettare, a lavorare con uno scopo, ad avere la pazienza di correggere gli errori ed arrivare all’oggetto finito per poi poter sperimentare la soddisfazione e l’orgoglio di aver realizzato qualcosa.

Se qualcuno usa in modo maldestro le dita, ha anche idee e pensiero poco malleabili; al contrario, colui che muove in modo preciso le sue dita, sa penetrare l’essenza delle cose” (Rudolf Steiner).

Ma non è dei numerosi benefici dei lavori manuali che voglio parlarvi oggi. O meglio, quello che voglio raccontarvi è un tipo diverso di beneficio, che forse è più inaspettato e imprevedibile rispetto agli altri di cui vi ho già accennato. Oggi vi racconto di due realtà ormai radicate che hanno fatto del lavoro a maglia uno strumento per fare del bene agli altri.

Cuore di Maglia nasce nel 2008 da un’idea di Laura Nani che con un gruppo di amiche decide di dedicarsi a preparare scarpine, berretti e corredini di dimensioni piccolissime: questi oggetti vanno a scaldare i bambini nati prematuramente aiutando a rendere più umana la loro permanenza in ospedale e dando anche ai genitori una parvenza di normalità e la speranza.

Cuore di Maglia è presente in 55 ospedali e in 6 centri di Aiuto alla Vita nei quali vengono programmate consegne mensili o semestrali di oggetti rigorosamente fatti a mano e con filati pregiati come il cachemire e la lana merinos. Se guardate le foto e i video e leggete le testimonianze che sono riportate nel sito non potete non commuovervi.

L’altra realtà di cui vi voglio raccontare è Gomitolo Rosa: nasce nel 2012 grazie al Dr. Alberto Costa, medico noto per il suo contributo alla lotta contro i tumori al seno, e compare per la prima volta in occasione della Giornata per la Salute del Seno come contenitore di idee e di persone di buona volontà a sostegno delle associazioni di pazienti. Nel 2014 diventa una associazione no-profit con l’obiettivo di “promuovere il lavoro a maglia negli ospedali come strumento per ridurre l’ansia in pazienti soprattutto oncologici e in sinergia con Gruppi e Associazioni per la promozione e la realizzazione di progetti con finalità di solidarietà sociale“.

Per la realizzazione dei vari progetti viene utilizzata lana italiana in sovrapproduzione che altrimenti quindi verrebbe bruciata e che viene trasformata in gomitoli di colore diverso, ciascuno legato a una specifica patologia. Questi gomitoli vengono poi inviati dall’Associazione ad ospedali, enti o strutture che si occupano di salute con l’intenzione di promuovere il lavoro a maglia come strumento per vincere l’ansia e contribuire al benessere di chi è colpito da determinate patologie, in particolar modo oncologiche.

Sul sito sono riportati i numerosi progetti già attivati, le news e le modalità per collaborare e sostenere l’Associazione.

 

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.