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BenessereYoga della Risata

I 5 segreti della Risata Incondizionata – cap. 3

By 31 Gennaio 2017 No Comments

Terzo appuntamento con i segreti della Risata Incondizionata. Negli articoli precedenti ti ho descritto i primi due principi basilari dello Yoga della Risata che sono:

  1. non serve l’umorismo per ridere (puoi leggerlo qui)
  2. il movimento crea l’emozione corrispondente (puoi leggerlo qui)

Oggi ti spiego il terzo e cioè: puoi ridere anche se non sei felice. Ti sembra impossibile? Fidati, non lo è!

Prima di tutto, è meglio fare una distinzione tra gioia e felicità, che spesso vengono considerate sinonimi e che invece sono cose ben diverse.

La Gioia è una delle sei emozioni primarie, cioè quelle emozioni innate che sono riscontrabili in qualsiasi popolazione. Se andiamo a ricercare la lontana etimologia sanscrita della parola “gioia” scopriamo che essa deriva dal termine yuj , traducibile come “unione dell’anima individuale con lo spirito universale“: cioè una dimensione quasi sacra della gioia come strumento di connessione dell’uomo con il divino che oggi, specialmente nel mondo occidentale, si è un po’ persa.

Felicità, invece, deriva da felicitas che significa “stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri“. Quindi la felicità è una risposta condizionata che dipende dalla soddisfazione dei desideri e che è difficilmente duratura, poichè ci saranno sempre nuovi desideri e nuovi bisogni da soddisfare. Si può dire dunque che la felicità è un aspetto mentale, mentre la gioia è un fenomeno fisico. Nello Yoga della Risata, come ti ho già spiegato negli articoli precedenti, partiamo dal corpo per arrivare alla mente, dunque ci interessano più la gioia e la giocosità che la felicità.

Torniamo ora alla Risata Incondizionata: la ricerca scientifica ha dimostrato che se si finge di ridere o ci si atteggia come persone gioiose e felici, il corpo produce ugualmente la chimica della felicità, cioè quell’insieme di cambiamenti fisiologici e biochimici che ci fanno sentire meglio. Questo accade perchè il corpo riconosce solamente la meccanica della risata (inspirazione, espirazione, contrazione del diaframma e dei muscoli addominali…) che è sempre la stessa, sia che la risata sia spontanea sia che sia forzata.

“Fake it until you make it”, cioè “fai finta finchè non diventa vero” è uno degli slogan più ripetuti nel corso delle sessioni di Yoga della Risata: visto che per il corpo non c’è differenza tra pensare di fare una cosa e farla per davvero e che è solo la mente che se ne accorge, non importa quale sia la fonte della risata perchè essa induce sempre gli stessi cambiamenti fisiologici nell’organismo.

Ecco perchè è possibile ridere anche se non siamo felici e, anzi, è proprio quando siamo giù di corda che la risata ci porta i maggiori benefici!

Appuntamento al prossimo articolo per il segreto numero 4 e cioè coltiva la giocosità del bambino.

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