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Come affrontare l’incertezza

By 2 Marzo 2021 No Comments

Se c’è una cosa che caratterizza il periodo storico che stiamo vivendo è l‘incertezza. E’ davvero difficile vivere così perchè l’essere umano brama informazioni sul futuro esattamente come desidera il cibo e altre risorse di base. La nostra mente percepisce l’ambiguità come una minaccia e quindi reagisce cercando di proteggerci. Come? Diminuendo la nostra capacità di concentrarci su qualsiasi cosa che sia diversa dalla creazione di certezze.

La ricerca mostra che l’incertezza del lavoro, ad esempio, tende a comportare un pedaggio più significativo sulla nostra salute rispetto alla perdita effettiva del lavoro. Allo stesso modo, i partecipanti alla ricerca a cui era stato detto che avevano una probabilità del 50% di ricevere una scossa elettrica dolorosa, si sentivano molto più ansiosi e agitati rispetto ai partecipanti che credevano che avrebbero sicuramente ricevuto la scarica.

Non sorprende, quindi, che ci siano intere industrie dedite a riempire gli spazi vuoti del nostro futuro: società di consulenza, app di astrologia, santoni e guru vari, teorie più o meno fantascientifiche che forniscono spiegazioni semplici a fatti complessi.

In realtà, però, visto e considerato che nessuno è in grado di dire che cosa ci porterà il futuro, ci conviene di più imparare a convivere con l’ambiguità. “L’incertezza è l’unica certezza che c’è”, ha scritto il matematico John Allen Paulos. “Sapere come convivere con l’insicurezza è l’unica sicurezza.”

Quindi cosa possiamo fare quando tutto sembra così fuori controllo? Ecco sette strategie efficaci.

1) Non resistere

Non c’è dubbio: stiamo vivendo tempi difficili. Ma resistere a questa realtà attuale non ci aiuterà a recuperare, imparare, crescere o sentirci meglio. Ironia della sorte, la resistenza prolunga il nostro dolore e la nostra difficoltà amplificando le emozioni difficili che proviamo. Ciò a cui resistiamo, persiste.

C’è un’alternativa. Invece di resistere, possiamo praticare l’accettazione. La ricerca di  Kristin Neff  e dei suoi colleghi ha dimostrato che l’accettazione, in particolare l’accettazione di sé, è un segreto per la felicità. L’accettazione significa che quello che c’è, c’è. E’ così. E da lì si riparte.

Infatti, poiché l’accettazione ci consente di vedere la realtà della situazione nel momento presente, ci rende liberi di andare avanti piuttosto che rimanere paralizzati dall’incertezza o dalla paura. Per praticare l’accettazione, lasciamo andare la nostra resistenza a una situazione problematica e anche le nostre emozioni riguardo a quella situazione.

Ad esempio, potresti trovare il tuo matrimonio (o il tuo lavoro o altro) particolarmente impegnativo in questo momento. Invece di criticare o incolpare il tuo partner – due tattiche di resistenza – potresti accettare con calma il tuo matrimonio per come è. Il che non vuol dire che non farai nulla per cambiare le cose, ma solo che per ora è così. La situazione è questa e le tue emozioni al riguardo sono queste.

Per essere chiari, l’accettazione non è la stessa cosa della rassegnazione. Accettare una situazione non significa che non migliorerà mai. Non accettiamo che le cose rimarranno le stesse per sempre; accettiamo solo ciò che sta realmente accadendo in questo momento. Possiamo lavorare per rendere il nostro matrimonio più felice, consapevoli però che la realtà è che, in questo momento, la relazione o la situazione è complicata. Forse migliorerà, forse no. Praticare l’accettazione è difficile ed è anche il modo più efficace per andare avanti.

2) Investi in te stesso/a

La migliore risorsa che hai in questo momento per dare un contributo al mondo sei TU. Quando investi in modo insufficiente nel tuo corpo, mente o spirito, distruggi i tuoi strumenti più essenziali per avere una vita migliore e felice.

Noi umani non funzioniamo bene quando rimandiamo la manutenzione su noi stessi. Dobbiamo sostenere le relazioni che ci portano connessione e significato. Dobbiamo dormire e riposare a sufficienza quando siamo stanchi. Dobbiamo passare del tempo divertendoci e giocando, solo per la gioia di farlo. Dobbiamo dare uno scopo alla nostra esistenza in questo mondo.

A scanso di equivoci: la cura di sé non è egoista. L’egoismo è una focalizzazione ansiosa sul sé. Le persone egoiste tendono a riferirsi molto a se stesse usando spesso parole come io, me e il mio. Spesso hanno fame di denaro, potere e approvazione da parte degli altri e spesso sono disposti a perseguire queste cose a spese di altre persone o a spese della propria integrità. Questo tipo di concentrazione su se stessi è collegato a stress, ansia, depressione e problemi di salute come le malattie cardiache.

Cura di sè e crescita personale sono esattamente l’opposto dell’egoismo. Significano essere in quella condizione di equilibrio fisico e mentale che ci consente di essere felici e di avere le energie per poter essere concretamente di aiuto e sostegno anche agli altri.

3) Cerca ricompense “sane”

Uno dei modi più importanti in cui possiamo investire in noi stessi è coccolarci in modo sano.

Quando ci sentiamo insicuri, il nostro cervello cerca di salvarci attivando i nostri sistemi dopaminergici. Questa scarica di dopamina ci incoraggia a cercare ricompense, rendendo le tentazioni più allettanti… come un bicchiere di vino in più o l’intera teglia di biscotti. O qualcosa in più nel tuo carrello dello shop online.

Ma invece di rivolgerci ai social, al cibo spazzatura o all’alcool per lenire i nostri nervi agitati, è meglio se ci consoliamo in modo sano: una passeggiata, una videochiamata con un amico, un pisolino, una ricetta sfiziosa, un bagno caldo e profumato, una risata a crepapelle… Fai un elenco di modi sani per consolarti e coccolarti: possono sembrare piccole cose, ma in realtà sono quelle che ti consentono di essere la persona che vuoi.

4) Non credere a tutto quello che pensi

Forse la tattica di riduzione dello stress più essenziale che qualcuno mi abbia mai insegnato è non credere a tutto ciò che penso. In tempi incerti, è particolarmente importante non credere a quei pensieri che sostengono lo scenario peggiore.

Certo, può essere utile in alcuni momenti prendersi uno spazio per considerare cosa può andare male, in modo da valutare i rischi e prevenire attivamente il disastro. Ma quando crediamo a questi pensieri stressanti e ce li ripetiamo in continuazione, tendiamo a reagire emotivamente come se il caso peggiore stesse già accadendo nella vita reale invece che solo nella nostra testa. Ci addoloriamo per cose che non abbiamo effettivamente perso e reagiamo a eventi che non stanno realmente accadendo. Questo ci fa sentire minacciati, spaventati e insicuri. E invece sono solo pensieri!

La nostra tendenza alla negatività può anche predisporci al fallimento. Le aspettative possono diventare una profezia che si autoavvera. Quando ci aspettiamo il peggio, spesso ci sentiamo troppo spaventati o chiusi per cogliere le opportunità o rispondere alle sfide con creatività e grinta.

Invece di accettare ogni pensiero stressante, prova quindi a immaginare attivamente il miglior scenario possibile: e se tutto andasse bene? Come ti sentirai? Qual è la miglior cosa che può succedere? In questo modo contrasti la nostra naturale tendenza a sovrastimare i rischi e le conseguenze negative.

5) Presta attenzione

L’opposto dell’incertezza non è la certezza; è la presenza. Invece di immaginare un futuro spaventoso e sconosciuto, possiamo portare la nostra attenzione sul nostro respiro. Da lì, possiamo fare il check-in con noi stessi. Ogni volta che ti lavi le mani, ad esempio, puoi chiederti: come ti senti adesso? Nota quali emozioni provi e dove senti quelle emozioni nel tuo corpo. Porta curiosità e accettazione alla tua esperienza.

Anche quando ti sembra che tutto sia fuori dal tuo controllo, puoi sempre scegliere ciò a cui presti attenzione. Puoi disattivare le notifiche per impedire alle notizie o ai social media di dirottare la tua consapevolezza. Puoi abbandonare le tue ruminazioni e fantasie negative prestando attenzione a ciò che sta realmente accadendo nel tuo mondo interiore, proprio ora, qui nel presente.

Prestare attenzione a ciò che sta accadendo dentro di noi in un dato momento impedisce a una schifosa realtà esterna di determinare la nostra verità interiore. Ci permette di coltivare la calma, l’apertura mentale e la non reattività.

6) Smetti di cercare qualcuno che ti salvi

Quando agiamo come se fossimo vittime, rimaniamo intrappolati in narrazioni che ci lasciano arrabbiati e impotenti. E iniziamo a sperare che altre persone ci salveranno dalla nostra miseria.

Anche se ci fa stare bene quando gli altri ci vogliono bene e ci confortano, la maggior parte dei “salvatori” non ci aiuta davvero. I nostri amici (o parenti) hanno sicuramente le migliori intenzioni, ma di fatto spesso tendono (inconsciamente) a volere che restiamo vittime. Se restiamo bloccati, possono mantenere il loro ruolo di nostro eroe o distrarsi dai propri problemi. In questo modo ci autorizzano a evitare di assumerci la responsabilità della nostra stessa vita.

E te lo dico chiaramente: non sarai MAI felice se non ti assumi la responsabilità della tua stessa felicità. Tu sei capace di risolvere i tuoi problemi, hai tutto quello che ti serve, tutte le risorse necessarie. Come puoi trarre il meglio dalla situazione?

7) Trova un significato 

Gli psicologi definiscono il significato come “una valutazione intellettuale ed emotiva del grado in cui riteniamo che le nostre vite abbiano uno scopo, un valore e un impatto”.

Noi esseri umani siamo motivati ​​al meglio quando il nostro significato è rivolto agli altri. Lavoreremo più duramente, più a lungo e meglio e ci sentiremo più felici per il lavoro che stiamo facendo quando sapremo che qualcun altro sta beneficiando dei nostri sforzi.

Quando vediamo qualcosa che deve essere migliorato, il nostro prossimo passo è riconoscere ciò che possiamo fare personalmente per essere parte della soluzione. Quali capacità e talenti  possiamo portare al problema? Cosa conta davvero per noi e come possiamo essere utili?

Il significato e lo scopo sono sorgenti di speranza. Quando percepiamo il mondo come spaventoso o incerto, sapere quale significato abbiamo per gli altri e provare un senso di scopo può radicarci meglio di qualsiasi altra cosa.

Quindi, non aspettare solo che questo calvario sia finito. Non rassegnarti alla tua miseria mentre aspetti che torni la “normalità”. Cosa hai sempre voluto fare? Quale risultato speri di ottenere e perchè è importante per te? Come puoi concretizzare tutto questo?

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