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Crescita personale

Alluvioni

By 22 Settembre 2017 No Comments

Quando in tre ore cade la quantità di pioggia di 4 mesi è chiaro che qualche disastro succede; se poi aggiungi la totale incuria nella manutenzione di tombini e caditoie, il disastro è annunciato e prevedibile. E stavolta è toccato a me: 15 cm di acqua in tutta la casa. Oggi ti racconto questa esperienza e cosa mi ha insegnato.

Alzarsi dal letto all’una di notte e sentire i piedi che fanno ciaf appoggiandosi a terra non è bello. Neppure accendere la luce e scoprire che casa tua si è tramutata in una piscina è bello. Paura, orrore, incredulità, e adesso che faccio? Chiamo i Vigili del Fuoco e l’operatore che prende la chiamata giustamente mi chiede: “Signora, lei è in pericolo di vita?”. No, non lo sono. Prima cosa di cui essere grata: le scarpe galleggiano qua e là, ma io non corro pericoli. Seconda cosa per cui essere grata: io sto al piano terra, ma sopra abita mia madre. Il che vuol dire che ho immediatamente un posto asciutto e confortevole in cui rifugiarmi.

Ovviamente la nottata passa insonne ad ascoltare la pioggia che continua a cadere abbondante, a pensare che il parquet sarà da buttare e con lui chissà quante altre cose. Nel frattempo è  anche saltata la luce in tutto il quartiere, quindi candele a gogo. Non mi sentivo particolarmente romantica, a dire la verità…

Arriva la mattina, guardiamo dalle finestre e vediamo solo acqua: la strada non si vede, il nostro giardino neppure. C’è un silenzio irreale riempito solo dalle sirene in lontananza. Ancora niente luce, ma almeno ha smesso di piovere. Prendo il coraggio a due mani e scendo le scale, ho bisogno dei vestiti, dello spazzolino, devo andare al lavoro: scendo l’ultimo gradino ed ho l’acqua sopra la caviglia, entro in casa e mi si stringe lo stomaco. L’acqua c’è ancora, cammino sul parquet e da sotto sgorga. Prendo le cose che mi servono e scappo, non posso guardare la mia casina ridotta così!

Apro facebook e vedo il disastro di Livorno e, di nuovo, sono grata perchè il mio disastro è di gran lunga minore. Mi sento fortunata, nonostante tutto. La giornata passa così, sempre senza corrente elettrica (ce la ridaranno alle 22), guardando l’acqua che pian piano si ritira. Torno anche in casa mia e comincio a portare di sopra le scatole di cartone con i miei gomitoli che erano poggiate in terra e che si sono bagnate. Casa di mia madre diventa un magazzino: lana e cotone, mille colori, tutti stesi ad asciugare, sono quasi belli. Ma quanti ne ho? non mi sembravano così tanti!!!

Scopro di essere una accumulatrice di oggetti, io che brontolo sempre mia madre perchè non butta via nulla. Mi riprometto di fare decluttering a palla non appena riesco a tornare in casa: tutto ciò che può essere venduto ai mercatini dell’usato o su internet mi frutterà qualche euro, il resto in beneficenza o direttamente nei cassonetti. Ah già, ora c’è la raccolta porta a porta e i cassonetti li hanno levati! Uff!!

A una settimana di distanza dal macello, posso cominciare a fare un bilancio. Economicamente parlando, la faccenda è meno grave di quello che temevo. Personalmente ho imparato tanto: prima di tutto, che se io e i miei cari stiamo bene a tutto il resto si può porre rimedio. Gli oggetti possono avere valore affettivo ed economico ma restano comunque oggetti, sono sostituibili sempre.

Ho imparato, o meglio, ho avuto conferma del fatto che quando hai bisogno ricevi offerte di aiuto dalle persone più impensate, mentre quelle da cui magari ti aspettavi almeno un cenno si dileguano. Quindi farò altrettanto, da ora in poi. Sono comunque fortunatissima per quel paio di persone che, invece, sono da una vita accanto a me e sono (e sono state) la mia certezza e la mia forza. Grazie sisters!

Ho imparato che è vero: c’è sempre almeno un motivo per essere grati anche nelle situazioni più difficili e rendertene conto ti aiuta ad andare avanti. E ti aiuta a ridere. Anche ridere ti aiuta a ridere. Sperimentato anche questo!

Ho preso consapevolezza di quanto il mio stato emotivo influisca sulla mia alimentazione: in questi giorni ho sempre voglia di cioccolata e di pizza, chiaro sintomo di carenza di coccole. E’ un aspetto di me su cui lavorerò in modo approfondito nel prossimo futuro.

Bilancione finale di questa alluvione:

  • avrò una stretta allo stomaco ogni volta che il meteo prevederà pioggia abbondante;
  • ho veramente tanto per cui esprimere gratitudine ogni giorno della mia vita;
  • ridere sta diventando sempre più importante nella mia vita ed è fonte di energia;
  • prima nuova sfida: devo riorganizzare e rendere più efficienti due stanze e devo riuscire a farlo con un budget ridotto all’osso (si accettano suggerimenti);
  • seconda nuova sfida: decluttering a tutto fòo (= fuoco, per i non toscani);
  • ciaone a chi mi considera solo se gli servo, meglio pochi ma buoni;
  • respira, accetta e lascia andare è il mantra che ti salva la vita.

 

 

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