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Accettazione o rassegnazione?

By 12 Marzo 2019 No Comments

Accettazione o rassegnazione: spesso questi due termini vengono considerati sinonimi quando invece hanno significati molto diversi.  In questo articolo ti spiego le differenze e ti indico una domanda che potrai usare ogni qual volta che sarai in dubbio se stai accettando o se ti stai rassegnando.

Partiamo dal vocabolario.

Accettazione significa: “l’atto con cui si accetta quanto viene offerto o ciò che spetta di diritto“. La definizione di rassegnazione è: “la disposizione di chi si adegua consapevolmente a uno stato di dolore o di sventura”. 

L’accettazione è un’energia completamente diversa dalla rassegnazione. Accettare significa smettere di litigare con la realtà dei fatti e passare oltre. Se qualcosa è, è. Soprattutto se è indipendente dalla nostra volontà o dalla nostra influenza. Soprattutto se sono azioni commesse da altri o fatti che sono già accaduti. Solo quando riusciamo ad andare oltre, possiamo anche andare avanti nella nostra vita.

Accettare dunque, non significa essere passive, anzi le azioni che ne derivano sono produttive perchè nascono da uno stato d’animo equilibrato e non in conflitto. Quando siamo rassegnate invece cerchiamo di tollerare, ma non è vera accettazione: sotto sotto stiamo solo cercando di sopportare. E sopportare qualcosa è come mettere un coperchio sopra una pentola di acqua che bolle: prima o poi stress e frustrazione traboccano.

Quando non vogliamo qualcosa è normale irrigidirsi, è un processo automatico. Un po’ come quando sbatti in uno spigolo e il dolore e lo stupore ti lascino un attimo senza fiato. Ma proprio perchè è un riflesso condizionato, dura solo pochi attimi. La stessa cosa avviene quando siamo preoccupate, abbiamo paura o siamo arrabbiate. Ma perchè rimanere contratte dopo che quell’attimo è passato?

Estendere quella contrazione alle ore successive è una scelta personale che ricade sotto la nostra responsabilità. Attaccarsi a quella contrazione vuol dire lottare, resistere, metterci in assetto di guerra. Ma contro cosa? Cosa non vogliamo accettare? E’ negare qualcosa che esiste già, è una perdita di tempo e di energia. La realtà è che resistendo e opponendoci ci illudiamo di avere la situazione sotto controllo. Ma se una cosa è già accaduta, come possiamo controllarla?

Accettare significa prendere coscienza di ciò che è. E da lì ripartire per capire come si può andare avanti. Dunque, ogni volta che ti capita di sentirti confusa, di avere paura, di sentirti rifiutata, non ascoltata, ferita nei tuoi sentimenti chiediti: posso stare con quello che c’è? Se la risposta è sì, se puoi stare con la confusione e con queste sensazioni senza fuggire e senza chiuderti, allora sei a cavallo. Non c’è più la contrazione di cui parlavamo prima, ma piuttosto c’è espansione, apertura, crescita, sviluppo, fioritura.

Ciò che ci spaventa perde ogni forza nel momento in cui smettiamo di combattere.

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